La chiesa di San Valentino
La frazione di Ponte della Muda venne elevata a parrocchia nel 1960 dall’allora vescovo Albino Luciani, eletto in seguito papa col nome di Giovanni Paolo I.
Per quasi un decennio le funzioni religiose si svolsero nella chiesetta, che si affaccia alla piazza, risalente alla fine del Cinquecento. In origine l’edificio religioso era costituito da una piccola struttura corrispondente all’attuale parte absidale che fu ampliata nel primo decennio dell’Ottocento, acquisendo le dimensioni che ancora oggi la rappresentano. Inizialmente il luogo di culto era intitolato a San Pancrazio, protettore dei cavalieri, probabilmente in virtù dei daciari e i Cavalieri del sal che risiedevano nel poco discosto Palazzo del Dazio ma, nel corso del Settecento, gradualmente, subentrò e prevalse la venerazione per San Valentino, protettore dei bisognosi e in particolar modo degli epilettici: da allora è riconosciuto come il Santo patrono del paese.
La chiesetta, costituita da un’unica aula, conserva al suo interno un’acquasantiera a colonna risalente al Cinquecento e, nella parte absidale, un imponente altare ligneo opera dei fratelli Andrea e Giambattista Ghirlanduzzi, maestri intagliatori di Ceneda, la cui opera risale alla prima metà del 1600; al centro dell’alzata è possibile ammirare una tela attribuita alla mano di Giacinto Arnosti, vissuto nello stesso periodo dei fratelli intagliatori lignei, in cui è rappresentata la Madonna assisa con i Santi Valentino e Pancrazio. L’ottocentesco tabernacolo custodisce una croce risalente al Settecento, periodo in cui si venerava San Pancrazio.
Esternamente, degna di nota è la statua dedicata a San Valentino che primeggia nella nicchia sopra l’ingresso principale, nonché il campanile il cui apparato campanario ancora attualmente fissato alla parte alta della cella lo fa rientrare tra gli ormai rarissimi sistemi definiti “castello alla friulana”.
La chiesa parrocchiale
La chiesetta non era atta allo svolgimento di tutte le funzioni religiose cosicché nel 1968 venne consacrata la nuova chiesa, intitolata a Maria Madre e a San Valentino, che nel frattempo era stata edificata.
La moderna chiesa, dalla particolare struttura a pianta esagonale, contiene al suo interno opere lignee e pittoriche di pregio, create da artisti contemporanei, come le stazioni della Via Crucis, i quattro Evangelisti raffigurati iconograficamente sulla parete di fondo, le statue lignee della Madonna, di San Giuseppe e di San Valentino vescovo e i dipinti che rappresentano il Battesimo di Gesù e il Santissimo Sacramento.
L’oratorio intitolato a Sant’Antonio di Padova e alla Beata Vergine Maria
A poco più di un chilometro dal centro abitato di Ponte della Muda, in località Palù, si trova l’oratorio intitolato a Sant’Antonio di Padova e alla Beata Vergine Maria.
Venne costruito tra il 1921 ed il 1922 a seguito di un voto fatto dalla gente locale la quale invocò Sant’Antonio, a cui era devota, perché facesse sì che tutti coloro che erano stati chiamati alle armi ritornassero; inoltre, con il diffondersi dell’epidemia nota come la “Spagnola”, invocarono la Madonna pregando perché il morbo non si diffondesse: entrambe le richieste si avverarono e quanto promesso venne mantenuto.
L’oratorio è stato oggetto di vari interventi manutentivi nel corso degli anni. All’interno sono custodite la statua di Sant’Antonio, posizionata centralmente in una nicchia dietro l’altare, e quella della Madonna, a lato. L’edificio è circondato da un’ampia area verde.
