La chiesa parrocchiale
Le documentazioni ad oggi rinvenute attestano un primordiale luogo di culto costituito da un oratorio o cappella risalente al XII secolo intitolato a Santo Stefano. Un paio di secoli dopo, sullo stesso posto, venne edificata una chiesetta di modeste dimensioni, ampliata poi alla fine del Seicento. Nel tempo sono stati effettuati interventi restaurativi e strutturali, significativo quelli agli inizi del XX secolo che hanno dato atto all’attuale corpo di fabbrica.
Nel XVI secolo fu elevata a parrocchia e consacrata nel 1580 mantenendo l’intitolazione.
Della chiesa quattrocentesca rimangono, ai lati del presbiterio, parte degli affreschi, fatti risalire alla fine del secolo, che rappresentavano la vita di Santo Stefano e del Cristo, attribuibili, molto probabilmente, a Gianfrancesco da Tolmezzo. Sulla parete di fondo, l’alzata dell’altare contiene la pala del 1536 su cui è raffigurata la Madonna col Bambino tra i Santi Stefano e Antonio abate, opera attribuita a Francesco da Milano. Di più recente datazione sono invece gli angeli affrescati sul catino absidale.
L’attuale chiesa in stile rinascimentale, ad unica navata, presenta ai lati quattro altari marmorei risalenti al Settecento, come pure l’altare maggiore; i dipinti e gli affreschi sono tutti opera di pregevoli autori. Innumerevoli altre opere lignee e marmoree settecentesche compongono l’arredo. Indispensabili interventi di restauro sia pittorico che ligneo sono stati eseguiti nel secolo scorso da esperti del settore.
Sopra la porta d’ingresso c’è la cantoria con l’organo del Mascioni, restaurato nel 2000.
L’oratorio di Sant’Antonio abate
A pochi passi a sud della chiesa di Santo Stefano c’è l’oratorio privato intitolato a Sant’Antonio abate. Una lapide posta sopra la porta d’ingresso attesta che venne fondato nel 1346.
Esternamente non ha particolari decorazioni ma al suo interno ben custodisce opere di assoluto valore. L’altare, risalente al 1653, è opera dei fratelli intagliatori lignei Giambattista e Andrea Ghirlanduzzi da Ceneda. Al centro dell’alzata, il dipinto su tela raffigura la Madonna assisa con il Bambin Gesù e i Santi Antonio abate e Giovanni evangelista, opera del pittore Francesco Matteazzi. Di raffinata fattezza è l’altorilievo sul paliotto della mensa in cui è rappresentato Sant’Antonio abate circoscritto da una ghirlanda di fiori, frutta e foglie. Di pregevole valore è l’acquasantiera a colonna risalente al 1653.
